Sabato26 maggio 2007 alle ore 20,30

Concerto con: "I DUE"
Diego Jascalevich (Buenos Aires), Charango e voce,

Luca Venitucci (Roma), fisarmonica e voce.


Un incontro di due virtuosi strumentisti e musicisti, con due cariche culturali diverse, interpretano nel loro particolarissimo stile, Tanghi, Milonghe, Baiao, Saltarelli, Tarantelle, etc. musica di autori sudamericani, italiani e proprie composizioni.
Dopo il concerto Invitiamo a tutti a ballare il tango nella "MILONGA INDEPENDIENTE"  
 
Diego Jascalevich è uno dei charanguisti più rinomati a livello internazionale. Come interprete e compositore ha ricevuto numerosi premi. Il suo stile personale, con le radici nelle forme tradizionali e genuine del folklore sudamericano, attualmente è un riferimento importante per lo sviluppo del suo strumento. Nella sua fruttifera produzione discografica si riflette una vita musicale cosmopolita che lo ha portato a vivere in Brasile, Italia, Spagna e Danimarca. Jascalevich vive in Germania, dove ha studiato chitarra classica e composizione. Al suo lavoro artistico come compositore e concertista si unisce la sua attività come Maestro di charango e chitarra basata su una didattica personale. In questo momento sta realizzando un documentario sul Charango.
 
Luca Venitucci Polistrumentista e cantante, Luca Venitucci è attivo sulle scene dal principio degli anni '90 prevalentemente come improvvisatore, ma anche come compositore, arrangiatore, esecutore e performer. Componente e co-fondatore nel 1995 del gruppo Ossatura, ha fatto parte per diversi anni dell'ensemble Zeitkratzer. Ha all'attivo diversi progetti stabili come solista e in collaborazione con musicisti quali Aleksandar Caric, Mike Cooper, Cristiano de Fabritiis, Antonio Borghini, Annette Krebs, Fabrizio Spera, Elio Martusciello, Massimo Lella, Sabina Meyer, oltre che con artisti di diverse discipline quali la poetessa e scrittrice Lidia Riviello e la danzatrice Alessandra Cristiani.
 
in mostra opere di:
Paula Nye
Artista argentina. Vive e lavora in Patagonia dal 1986. E' nata come acquerellista, ma nel corso della sua esperienza artistica ha affrontato sempre nuove tecniche e forme espressive, come la pittura su tessuti, sul corpo, murales… Una ricerca che ha portato Paula a diventare un'interprete della madre terra trasmettendo quello che lei chiama “el lenguaje ancestral de la tierra”.
 

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